LA MISSION

ORIENTAMENTO INFERMIERISTICO permanente

Adulti e giovani dovranno riflettere insieme sulla sessualità degli adolescenti, sull’educazione, sulla salute sessuale, sulla violenza sessuale e sullo stupro, sui rispettivi ruoli delle donne e degli uomini e sulle pratiche tradizionali.

Tutto il lavoro svolto e da svolgere spero sia il prologo a una chiara e forte presa di posizione, attraverso un movimento che auspichiamo non solo infermieristico, ma anche rivolto alle altre professioni sanitarie.

In questo dispensario immerso nel verde e posato sulla sabbia, ciò che sicuramente non mancherà sarà la clinica e l’esperienza, la manualità e la fantasia, la sincerità e la passione da rivolgere alla mia gente, un popolo molto dignitoso che si accontenta di quello che ha e che la natura gli offre, vivendo alla giornata e con poche esigenze.

L'Ospedale Centre de Santé a Bagata

Costruire un Ospedale a Bagata, in Congo, dove si può morire per un niente

Ci scopriamo ignoranti e ci stupiamo quando leggiamo sui giornali degli articoli sulla miseria dell’Africa, ma poi giriamo pagina e ce ne dimentichiamo. Succede sempre così: che quando si fa del bene, il Bene s’irradia e ne produce altro, negli atti e nei pensieri, e si dilata coinvolgendo le vite di molti, modificandole in profondità.

Il compito è quello di produrre tanto bene da contrastare il tanto male che noi stessi produciamo. Abbiamo nelle mani il destino di molte vite lontane. Possono salvare o lasciare morire. Vorrei che cresca il numero di coloro che decidono di salvare qualcuno, lentamente ma che cresca. Ciò che vorrei che cresca deve essere la quantità di umanità, non di compassione. Questo vale di più di qualsiasi cosa.

Noi ricchi del pianeta avevamo promesso, nell’anno del Millennio, di riservare lo 0,7% del nostro Prodotto Interno Lordo (il famoso PIL) ai paesi poveri e poverissimi del pianeta. Invece siamo rimasti al di sotto dello 0,3%, meno della metà. Costruire un ospedale a Bagata dove si può morire per un niente. Quante persone danno valore alle loro gambe quando si alzano? Quante persone dicono grazie per aver ancora la forza di prendere il loro bambino in braccio e la vista per vedere il suo sorriso innocente e pieno di speranza? Abbiamo bisogno di perdere tutto questo per saper riconoscere che un giorno l’abbiamo avuto? Ci sono bambini che nascono con gli stessi doni in tutto il mondo e che le opportunità poi selezionano, facendo si che un bambino in una parte del mondo abbia tutto: l’amore, l’affetto, il cibo l’attenzione necessaria per poter crescere in armonia e dignità; mentre altrove nel mondo tanti altri bimbi debbano distruggersi dal  lavoro o dalla prostituzione per un pezzo di pane.

Ma questa opportunità da dove viene? Chi la gestisce? Chi ne è responsabile? Fino a che punto ognuno di noi ne è responsabile?

Penso che la ragione che porta a questo è che tanti di noi non sanno più dare valore alle cose essenziali della vita: alla dignità umana, alla solidarietà, all’amicizia disinteressata, a difendere l’altro senza interessi. Perché ci sforziamo tanto per fare un buco nella terra e faticosamente tagliare le radici dell’albero della vita?Sarebbe più facile dare acqua all’albero per alimentare le sue radici…. Pensiamoci e aiutiamo altri a pensare…  Le nostre coscienze, messe di fronte alla realtà come quella di Bagata, sussultano e risvegliano i buoni sentimenti, sopiti nei ritmi frettolosi di una società consumistica ed arida che non ha più la capacità di immedesimarsi nella sofferenza e nella miseria.

Ma come si può rimanere indifferenti?... 

Non posso fermarmi, almeno fino a quando il mio popolo non avrà il minimo necessario. E’ per questo che voi tutti siete importantissimi, per loro e anche per me: ci permette di riguadagnare la vita.

Non possiamo cambiare e salvare il mondo, però se ognuno di noi porta una goccia, riusciremo a far crescere una bella oasi nel deserto creato dall’egoismo di questo mondo. Se è vero che non posso risolvere tutto è anche difficile, impossibile, rimanere indifferente.

Quando si fa parte di qualcosa, si va fino in fondo. La soluzione sta prendendo corpo passo a passo con l’impegno di tanti...diventando realtà!

Tutto va avanti, niente con facilità, e il mio obbiettivo è di costruire. In ciascun uomo e donna del mio popolo vorrei poter rigenerare la fiducia nel nostro aiuto, consapevole d’umanità.

Un gesto di solidarietà che abbraccia un desiderio comune… Un momento di solidarietà concretamente realizzato con una significativa raccolta di fondi, affinché con il vostro aiuto morale e concreto possiate sentirvi interpreti di un desiderio alto e nobile, che coinvolge tanti di noi.

La vostra presenza e il vostro sostegno condurranno il mio popolo lungo la via della speranza del proprio riscatto sociale, della propria dignità e di uno sviluppo rispettoso dei diritti umani.

Maison d'accueil enfantil Teresa Pomodoro

Progetto Nursing Bagata - l'orfanotrofio

L’idea dell’orfanotrofio è nata al termine di uno spettacolo teatrale di beneficenza, a favore degli orfani africani vittime di guerra, al teatro Nohmà di Milano dedicato a Teresa Pomodoro,al quale io partecipavo come cantante di un gruppo congolese che si esibiva.

Ho pensato come fosse bello che quei bambini, nonostante tutto ,potessero contare sull’aiuto di qualcuno. Per tutta la notte e nei giorni a seguire il mio pensiero è andato ai bambini orfani e poveri della mia Bagata che come molti altri sono in grande difficoltà.

Ho deciso di dar forma ad un progetto e ho contattato il parroco della mia città per chiedere di riunire gli orfani più bisognosi della nostra zona. Con l’aiuto di mio fratello, lui ed altri pastori hanno individuato alcuni bimbi di diversa età che sono stati accolti da mia madre che ancora oggi vigila su di loro tutti i giorni. Le ho spedito i soldi che avevo ricevuto per lo spettacolo e ho continuato a sostenerli a distanza ogni mese come meglio potevo, compatibilmente con il mio stipendio.

Nel mese di ottobre 2012 ero in Congo per visitare i piccoli unitamente alla mia famiglia e un sogno è diventato realtà. L’orfanotrofio è stato riconosciuto ufficialmente e inaugurato alla presenza del sindaco e delle autorità del luogo con il nome di MAISON D’ACCUEIL ENFANTIL TERESA POMODORO, in ricordo di quella sera.

Oggi gli orfani sono 116 ospitati nella struttura attuale e, in mancanza di ulteriore spazio, per altri 100 provvediamo al loro mantenimento presso le famiglie dei loro parenti ubicate a Bagata e in altri villaggi vicini. I più piccoli hanno solo qualche mese e i più grandi possono finalmente andare a scuola. E’ stato possibile nutrirli e curarli trasferendoli in una struttura più grande ma non ancora sufficiente a contenere tutti i bambini bisognosi che non siamo ancora in grado di accogliere e che comunque cerchiamo di aiutare nello studio e nelle cure mediche ,in attesa di raccogliere i fondi per ampliare l’orfanotrofio. In particolare l’80% dei nostri bambini sono orfani di madre.

Tante donne infatti muoiono durante o dopo il parto per una banale emorragia perché non c’è una struttura che garantisca attrezzature ed assistenza per madri e figli durante la gravidanza o dopo il parto. Ecco perché l’orfanotrofio e’ una realtà che si collega direttamente alla realizzazione dell’Ospedale al fine di garantire cura e assistenza ai malati sul territorio.

La nostra Onlus nasce dalla volontà comune di un gruppo ristretto di persone, piene di sogni e dedizione e animate dalla concreta possibilità di poter portare a termine questo progetto cercando sostegno e solidarietà in tante altre persone come noi .

Ad oggi i mezzi a nostra disposizione per raccogliere fondi sono gli spettacoli teatrali realizzati con l’aiuto di volontari,le donazioni,il 5 per mille, la quota annuale associativa. Adesso potete aiutarci anche a distanza con almeno 20 euro al mese , un contributo di cuore per aiutare questi piccoli volti a crescere.